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Cronache ipertestuali
IL RISPARMIO? DIPENDE DAL REDDITO, MA ANCHE DAI TUTORI
"La percezione di declino del Paese prevale in una quota ormai maggioritaria dei cittadini". Quest'affermazione è contenuta nella sintesi dell'indagine Ipsos su risparmio e giovani generazioni commissionata dall'Associazione tra le Casse di Risparmio Italiane e diffusa il 5 novembre in occasione dell'80a Giornata Mondiale del Risparmio. Il quadro che ne risulta è molto preoccupante, perché testimonia che una parte consistente delle famiglie italiane non è più in grado di risparmiare e che comunque esiste una diffusa diffidenza verso tutti gli investimenti finanziari diversi dal mattone.
Sempre in occasione della Giornata del Risparmio, Il Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio ha svolto un'ampia relazione, sollecitando politiche efficaci per lo sviluppo, anche attraverso sgravi fiscali orientati sulle imprese, tali da non aggravare il disavanzo e percepiti come sostenibili. La risposta del ministro Domenico Siniscalco si è mostrata sostanzialmente in linea con la tesi di Fazio, pur evitando di entrare nel merito della bagarre fiscale alla vigilia del vertice di maggioranza su questo tema.
Ma come rendere più attraente il risparmio e più proficuo il suo impiego a favore delle attività produttive? Un rinnovato impegno della Banca d'Italia in questa direzione, ora che Via Nazionale non è più sotto schiaffo da parte del Tesoro, è fortemente auspicabile. Si veda a questo proposito la lettera aperta di Enrico Cisnetto a Fazio, pubblicata dal Foglio in occasione della Giornata del Risparmio. Del resto, di "chiara definizione delle regole" e di "coerente trasparenza dei comportamenti degli operatori" parla anche il Presidente della Repubblica nel suo messaggio al Presidente dell'Acri Giuseppe Guzzetti.
8 novembre 2004

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