Col rapporto Beffa i francesi rilanciano
l'intervento dello Stato per obiettivi mirati
Cronache ipertestuali

C'era una volta, anche in Italia, la politica industriale. Negli anni '60 si tentò addirittura di quantificare gli obiettivi di crescita di interi settori, e fu il disastro, sfociato nella guerra chimica. Negli anni 70 ci si avvalse di piani settoriali per gestire la crisi nata dal primo shock petrolifero, ma la strada fu poi abbandonata perché portava a un eccesso di ingerenza dello Stato. A queste politiche cosiddette verticali furono preferite agevolazioni "orizzontali", non mirate su produzioni specifiche, ma tese a incentivare determinati territori o certi fattori della produzione (la ricerca, la quantità di lavoro o altro). Le privatizzazioni fecero il resto, trasformando il Ministero delle Attività Produttive in un grande gestore burocratico, con ben poca capacità di intervento sulla produzione.

Questa evoluzione, che si è verificata in Italia ma ha avuto molte analogie in altri paesi, viene ora messa fortemente in discussione dal rapporto elaborato per il presidente francese Jacques Chirac da Jean - Louis Beffa, amministratore delegato della Saint Gobain.

Oltre alla proposta di creare un'Agenzia per l'Innovazione con un budget di un miliardo di euro in tre anni, la chiave del Rapporto Beffa è nel termine "politiques industriels ciblées", politiche industriali mirate. Sulla base della considerazione che non esiste nessuna dimostrazione che le politiche di incentivazione "orizzontali" favoriscono lo sviluppo meglio di quelle "verticali", Beffa propone che lo Stato scelga alcuni grandi obiettivi prioritari, che non sarebbero alla portata delle singole industrie, per promuovere un importante salto tecnologico. Per esempio, la filiera dell'idrogeno, il fotovoltaico, la lotta alle malattie degenerative.

Beffa guarda alla Francia, ma dice espressamente che la sua proposta postula anche una intensa collaborazione europea. E' dirigista, colbertista, statalista? Certamente. E' però un tentativo di rispondere al declino dell'industria del Continente, basata su un'analisi molto seria che merita di essere discussa senza luoghi comuni. Ovviamente presuppone uno stato che funzioni...

1 febbraio 2005