Cronache ipertestuali

EUROPA: MENO RADICI E PIU' GERMOGLI

In mezzo a tutto questo discettare di streghe laiche e cattoliche, di radici cristiane dell'Europa e di buttiglioni al rogo, è passato quasi inosservato, in Italia, il rapporto presentato dall'ex primo ministro olandese Wim Kok sull'attuazione della strategia di Lisbona e discusso dal Consiglio dei Ministri europei del 4 e 5 novembre.

Ricordiamo che la strategia di Lisbona, che ha un sottosito specifico nell'ambito delle pagine web della Commissione Europea, fu lanciata nel 2000 per "trasformare l'Europa nell'economia più dinamica e competitiva del mondo entro un decennio". Il rapporto Kok è accessibile solo in inglese ma una sintesi è leggibile, tra l'altro, sul sito approntato da Radiocor in collaborazione con la Farnesina. Il rapporto è impietoso nel registrare i ritardi dell'Europa a quattro anni dal lancio della strategia di Lisbona e formula venti ricette per rilanciare la competitività del continente: proposte concrete, che meritano molta attenzione.

Il Consiglio dei ministri di inizio novembre, lo stesso che prese atto della sostituzione di Buttiglione, nelle sue conclusioni (queste sì disponibili in italiano), "ha invitato la Commissione a presentare entro gennaio 2005 le proposte necessarie per la revisione intermedia alla luce delle nuove sfide. Tali proposte globali dovrebbero tenere presenti la relazione del Gruppo ad alto livello presieduto dal signor Kok e le opinioni degli Stati membri".

Insomma, i prossimi due mesi dovrebbero essere impegnati a far germogliare una nuova strategia decennale europea; ma in Italia nessuno lo sa. A quanto ci risulta, l'unico articolo che esamina alcune implicazioni del rapporto Kok per quanto attiene alla politica sociale è stato scritto sul Sole 24 Ore di sabato 13 da Giuliano Cazzola.

14 novembre 2004