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Il dibattito di martedì 8 al Circolo di Bologna

Il federalismo fittizio e precario attuato in questi anni
allontana le riforme necessarie al Paese per competere


Barbera, Cammelli, De Vergottini, Zamagni, Servidori, Cisnetto

Più di cento persone hanno partecipato all'incontro organizzato martedì 8 marzo dal Circolo di Società Aperta di Bologna sul tema "Le occasioni mancate della globalizzazione e l'illusione federalista: il ruolo delle Regioni e gli assetti dello Stato".
Il dibattito è stato introdotto dalla presidente del Circolo, Alessandra Servidori. Le relazioni sono state svolte da quattro docenti dell'Università di Bologna: Augusto Barbera e Giuseppe De' Vergottini, ordinari di Diritto costituzionale, Marco Cammelli, ordinario di Diritto amministrativo, Stefano Zamagni, Capo Dipartimento di scienze economiche, nonché dal presidente nazionale di Società Aperta Enrico Cisnetto.

La discussione ha fatto registrare posizioni articolate, soprattutto sulle ricette per far uscire l'Italia dall'attuale situazione di declino (o di "distanziamento" dalle altre economie industrializzate, come ha detto Zamagni). Sono emerse però sostanziali convergenze sull'analisi del processo di decentramento in corso. Ecco alcuni punti significativi.

La precarietà.
Il processo avviato con la riforma del Titolo quinto della Costituzione voluta dal centrosinistra ha dato luogo a una situazione ambigua nella ripartizione dei poteri tra Stato e Regioni. Oggi la Corte Costituzionale con le sue sentenze sta cercando di dirimere l'immane contenzioso che ne è derivato: un intervento certamente necessario, ma indicativo di una situazione patologica del diritto, fonte di mille incertezze e paralizzante per i processi di decisione.

La finzione.
Non è vero che la "devolution", cioè la nuova riforma costituzionale che il centrodestra sta cercando di imporre, ampli sostanzialmente i poteri delle Regioni, come afferma la Lega. Anzi, in molti casi vengono riaffermati con maggiore chiarezza i poteri dello Stato. Al tempo stesso, l'escamotage inventato a suo tempo da Giulio Tremonti, di spingere per un federalismo costituzionale tenendo invece indietro il federalismo fiscale, che comunque in questo momento di difficoltà economica il Paese non si può permettere, configura una riforma in realtà più apparente che reale.

Vero e finto federalismo.
Dopo aver negato per decenni di volere il federalismo, tanto da tenere sotto tono le regioni nate dalla riforma del 1970, le forze politiche italiane si sono tutte convertite negli anni '90 sulla spinta della necessità di cercare accordi con la Lega. Il vero federalismo, in realtà è quello che unisce ciò che è diviso, mentre in Italia sarebbe più corretto parlare di decentramento e definirne i corretti limiti.

Il centralismo di fatto.
La pubblica amministrazione italiana è fortemente centralista. Anche quando si afferma di voler decentrare funzioni e competenze, i ministeri riescono a ricostituire le loro prerogative, di fatto annullando il principio di sussidiarietà. Mentre la sfida competitiva richiederebbe collaborazione tra i diversi livelli di potere, per valorizzare al meglio le diverse realtà produttive sul territorio, il quadro istituzionale che si è determinato è confuso e finisce coll'essere un fattore di ritardo.

Gli Stati Uniti d'Europa.
Non è possibile pensare a una riforma istituzionale senza porsi nel contempo una domanda sulla dimensione politica continentale. Società Aperta pone con priorità l'obiettivo degli Stati Uniti d'Europa, che alcuni considerano utopistico, ma che è indispensabile per consentire ai venticinque paesi dell'Unione di competere con le altre macroaree del mondo.

Il dibattito con il pubblico e gli ulteriori interventi dei relatori hanno riproposto il problema del bipolarismo, che rende assai difficile la costruzione di progetti condivisi, oggi più che mai necessari, e la possibilità di una riforma elettorale. E infatti Alessandra Servidori nelle conclusioni ha annunciato che il prossimo incontro sarà dedicato ai problemi istituzionali.

a cura di Donato Speroni
9 marzo 2005


 

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